|
A cura di Mattia Cattaneo
"Il sodalizio con gli specchi" di Maurizio Soldini, edito da Il convivio riesce a far compiere un percorso che si dipana tra il forte impatto del mondo su noi stessi e quello di saperci smarrire. Il tempo cambia diventa insicurezza, incertezza di un corpus che oscilla, a tratti mette in risalto la nostra quotidiana cecità. Allora lo specchio è la nostra immagine riflessa che si capovolge e dalla quale spesso cerchiamo di uscire. Soldini fa fluire il suo verso con grande equilibrio e rende il tutto molto originale, accende il riflettore sul tema della distanza (chiaro riferimento al lockdown del 2020) e allora la voce dei poeti diventa potente e lì si crea quel sodalizio con gli specchi, con quello che noi siamo e la realtà che ci circonda. E quindi aggrapparci alla speranza, ad uno spazio fisico, e ancora l'autunno dei ricordi. Echi leopardiani e montaliani si respirano lungo le pagine di questo libro, si respira la classicità, il tratto elegante e incisivo che si mescola a quello vivo e sentito. Ogni specchio potrà dirvi qualcosa, allora restiamo in silenzio ad assaporare queste pagine.
0 Comments
a cura di Maria Concetta Giorgi Io un regalo me lo farei per questo Natale e per l'anno nuovo, io Daniela Farina, la chiamerei quando piove e quando c’è il sole. “Chiamami, quando piove” è il titolo del libro che ha scritto. E' lei che ha deciso di raccontare la vita nelle sue sfumature, lei che ha voluto mostrarne il senso, le ombre, l’anima, le minuzie, le arguzie e farne narrazione. A popolare le pagine fitte, arrivano le persone care, le amiche, la madre, la figlia, il padre, il fratello e i colleghi di lavoro. Poi c’è la gente di tutti giorni, quella che ognuno di noi incrocia quando cammina, quando va al ristorante, al supermercato, in banca, dal dentista, a scuola, in vacanza... Un teatro pirandelliano che drammatizza e sdrammatizza, fa ridere e fa piangere, ti fa riflettere sulle cose della vita… il famoso umorismo che si distingue dalla comicità. Daniela Farina è profonda e leggera al contempo, usa le parole con un sorriso indagatore che svela i drammi o le commedie di ogni giorno. Coinvolge il lettore, lo fa riflettere, evidenzia le contraddizioni del genere umano amplificandone o smorzandone la risata. E’ che ridere fa bene, alleggerisce il senso della morte, la limitatezza della vita, la sua precarietà. Noi che entriamo in quella lettura, perché noi siamo i personaggi di tutto il libro, viviamo una varietà di sentimenti che a volte atterra e a volte solleva, guardiamo dall’alto poi dal basso, di sghimbescio… Ci dileguiamo o ci addensiamo nell'oscurità dell'esistenza, nell’aria primaverile volteggiamo, ci tuffiamo nell’estate che arriva, ci agitiamo a settembre che, come dice l’autrice, "muove la vena romantica"... Passano i mesi (e sono ad arte), un anno vissuto e partecipato, perché al lettore, Daniela Farina, riserva un posto in primo piano. Io dal canto mio, la voglio leggere |
Archivi |
RSS Feed